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PREMESSA

 

Come nasce uno scrittore? Come nasce un romanzo? A volte totalmente per caso.

Almeno così è stato per me. Ho scritto per lavoro, per studi, per affetti privati, per hobby su qualche forum o sito internet, ma mai mi era venuta in mente, neanche alla lontana, l’idea di redigere un libro che un giorno potesse essere letto dal pubblico. E nemmeno quando colorai un foglio bianco con le prime parole di Tra tenebre e sole avevo questa intenzione. Allora com’è andata veramente?

C’era una ragazza da conquistare, feci un tentativo originale: le scrissi una brevissima storiella, un paio di pagine A4, completamente inventata. Il risultato fu sorprendente, piacque tantissimo ad entrambi. Continuai. Per diletto? Per gioco? Per scherzo? Per fare mio un cuore? Semplicemente per strappare un bacio? Non so dirlo con precisione, so solo che in quel momento mi ritrovai tra le mani un qualcosa di palpitante, di vivo, che stava emozionando me che lo scrivevo e chi lo leggeva. Di conseguenza il gioco diventò un sogno: racchiudere in quel lavoro i miei ideali, i miei valori, la mia visione della vita e dell’amore, tutti elementi che sentivo la necessità di condividere con gli altri, anche con persone che non conosco.

Scrittore per caso, dunque? Sicuramente sì, con la consapevolezza che tanti hanno iniziato in questo modo e tanti altri, in futuro, saranno guidati dalla sorte in questa piacevolissima avventura.

Scrivere mi fa stare bene, mi fa sentire vivo, scatena in me delle sensazioni che sono difficili da spiegare. È un ottimo rimedio anche contro l’oblio di fatti e situazioni.

La memoria umana è destinata ad affievolirsi, a diventare sempre più flebile, a spegnersi come la fiammella incerta di una candela quasi del tutto consumata. I contorni di un volto, con lo scorrere del tempo, diventano sempre più sfocati e confusi, perché il tempo è come un ruscello, che porta via con sé ciottoli, pesci, foglie morte, per non si sa dove.

È vero, le cose belle non si dimenticano mai: una persona che ti ha toccato il cuore e l’anima sarà sempre parte di te. Ma la vita va avanti, e comunque, inevitabilmente, tali pensieri e sentimenti pian piano si affievoliranno, destinati a essere sostituiti da altri pensieri, da altri sentimenti, e un giorno, quando giungeremo nell’inverno della nostra esistenza, svaniranno per sempre.

Ci vuole un istante a pronunciare una parola, ma, una volta trasferita su carta, essa diviene eterna, immutabile, rendendo imperituro anche il sentimento che l’ha generata. Ogni volta che quella parola verrà letta anche da una sola persona, non importa se tra uno o mille anni, sarà di nuovo attuale e forse potrà essere di aiuto e confronto per un’altra generazione. Così anche un sorriso, un bacio di pochi secondi non avranno più una collocazione temporale. Come se sullo scritto trasmigrasse l’anima di una persona, i suoi sentimenti, tutto ciò che prova. Quando si apre un libro, quell’anima viene fuori e dialoga senza intermediari con un’altra anima, con un linguaggio diretto, inequivocabile, intriso di significato.

Che dire, inoltre, se tutto ciò accade quando il sentimento che viene affidato per l’eternità alla carta è il sentimento principe, forse l’unico che davvero dà senso all’esistenza, ossia l’amore, inteso in un’accezione più ampia, per una donna, per una mamma, per un figlio, per un amico, per la vita, per la patria? In quest’ottica cosa ci può essere di più bello che rendere immortale un sentimento che è già gustoso assaporare anche solo per un secondo in tutta l’eternità?

Il romanzo racchiude, nascosto tra le vicende dei protagonisti, un ulteriore messaggio, che è poi una sorta di invito: trasferire agli altri le proprie esperienze di vita e recepire le loro. I dubbi, le angosce esistenziali dei protagonisti, sono i miei dubbi, le mie angosce e probabilmente anche quelli di tanti lettori, visto che facciamo tutti parte del medesimo creato. Ecco, allora, che le esperienze di ciascuno di noi, se rese fruibili anche agli altri, permettono di confrontarsi e di crescere nell’incerto cammino esistenziale, in cui spesso l’uomo, impotente al cospetto dell’infinito, si sente spaesato.

Cosa mi attendo da Tra tenebre e sole? Successo? Fama? Denaro?

No, in una visione assai più realistica, se riuscirò, con le mie parole, a dipingere la bocca di qualcuno di un solo sorriso, a far scendere una lacrima, a far provare un solo sogno d’amore, a suscitare un’emozione, un brivido, una riflessione, allora, e solo allora, la mia modesta opera non sarà stata inutile e potrà dirsi consacrata ad arte.

Mi emoziona molto il contatto con il lettore e per gli scopi accennati in queste righe ho piacere ad aprire un filo diretto con tutti voi, lasciandovi il mio sito Internet, www.sergiomarconi.com e la mia casella e-mail, sergiomarconi1@tin.it, per scambiare con voi esperienze, pareri, semplici pensieri, o ricevere critiche, spero, costruttive. In tal modo potrò crescere, non so se come scrittore ma sicuramente come essere umano, perché mi arricchirò dei vostri consigli, provenienti dal vostro vivere.

Termino qui le mie chiacchiere, augurandovi una buona lettura e dandovi personalmente il benvenuto nel mio mondo.

                                                                                                                                                                                                                        S.M.

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